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Mostra conferenza su “La via della bellezza: contemplare le icone”

Si terrà lunedi 28 novembre 2022, alle ore 19.30, presso il salone Giovanni Paolo II (Curia vescovile), la mostra conferenza sul tema: “La via della bellezza: contemplare le icone”.  L’iniziativa, organizzata dal MEIC diocesano, vedrà la partecipazione della prof.ssa Liana Petruzzelli, Responsabile Meic – Cerignola, della prof.ssa Enza Rutigliano, Docente di Storia dell’Arte – Liceo Scientifico Cerignola e di Gaetano Russo, Iconografo – Cerignola.

“Nella mia ora di libertà”: un progetto per la giustizia riparativa – L’impegno della Caritas diocesana per l’integrazione

Si è conclusa lo scorso 17 novembre la prima fase del Progetto Sperimentale di Giustizia Riparativa “Nella mia ora di Libertà”, che impegna, insieme ad altre, la Caritas della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano. Come ci ricorda papa Francesco: “La cultura della giustizia riparativa è l’unico e vero antidoto alla vendetta e all’oblio, perché guarda alla ricomposizione dei legami spezzati e permette la bonifica della terra sporcata dal sangue del fratello”. “Il perché amministrare – continua il pontefice – ci rimanda al significato della virtù della giustizia. Per la Bibbia saper rendere giustizia è il fine di chi vuole governare con sapienza, mentre il discernimento è la condizione per distinguere il bene dal male”. Il titolo del progetto si ispira alla celebre canzone di Fabrizio De Andrè dove, in un verso, canta “Per quanto voi vi crediate assolti, siete pur sempre coinvolti”.

Il Progetto – dichiara il direttore della Caritas, don Pasquale Cotugno – mira a creare una nuova cultura della giustizia e soprattutto del coinvolgimento di tutta la comunità civile ed ecclesiale con l’obiettivo di sentirci tutti corresponsabili nei processi di integrazione e riparazione. Non possiamo fermarci e limitarci a guardare e giudicare, ma dobbiamo mettere in atto processi di riconciliazione, dove ogni ostacolo, che non permette a ogni essere umano il raggiungimento della sua dignità, viene eliminato”. La Caritas Diocesana è stata selezionata per lo svolgimento di questo percorso in conseguenza dell’attività incessante sui temi della giustizia che da anni ormai svolge nella Chiesa locale, come dimostrano le ultime due edizioni della Settimana Sociale Diocesana e il progetto “Liberiamo la Speranza”.

Il Progetto Sperimentale è stato avviato il 27 ottobre e si è articolato in quattro incontri, durante i quali i partecipanti hanno potuto apprenderne i principi che, secondo quanto definito da Howard Zher, padre della giustizia riparativa, costituisce “un processo per coinvolgere, nella massima misura possibile, coloro che hanno un interesse in un reato specifico e per identificare e affrontare collettivamente danni, bisogni e obblighi, al fine di guarire e mettere le cose nel modo migliore possibile”. Una giustizia, quindi, che guarda alla persona e che scava fino a giungere al motivo che ha scatenato quel determinato comportamento, individuando nella comunità un importante alleato.

I primi protagonisti del percorso sono stati venti docenti dell’Istituto IISS “A. Righi” di Cerignola i quali, accompagnati dai due operatori del progetto, il dott. Gaetano Panunzio, responsabile del settore Giustizia della Caritas diocesana, e dalla dott.ssa Antonella Sciancalepore, psicologa, hanno potuto apprendere i principi della giustizia riparativa e della mediazione attraverso lezioni frontali, esercitazioni pratiche con role playning e simulazioni di mediazione, senza dimenticare l’esperienza positiva di alcuni ragazzi e ragazze, nonché docenti di un istituto di Tempio Pausania sull’applicazione dei metodi riparativi. In tale prospettiva, considerato il target dei partecipanti, si è fatto particolare riferimento all’ambiente scolastico, alle situazioni che possono verificarsi a scuola nei rapporti che, a vario titolo, possono avere come protagonisti il dirigente scolastico, i docenti, il personale amministrativo, gli alunni e le famiglie. Gli incontri hanno avuto un riscontro molto positivo soprattutto nell’ottica di un cambio di paradigma più orientato all’ascolto, al rispetto e all’empatia con l’altro.

 

 

Memoria di Santa Cecilia

In occasione della memoria liturgica di Santa Cecilia, l’Ufficio Liturgico Diocesano, sezione di musica sacra, promuove alcune iniziative liturgiche e culturali. Verrà celebrata una Santa Messa presieduta dal vescovo mons. Fabio Ciollaro per martedi 22 novembre, alle ore 19, presso la Basilica Cattedrale di “San Pietro Apostolo”. Seguirà, alle ore 20, una Rassegna di musica sacra che vedrà protagonisti alcuni gruppi corali parrocchiali, oltre alla ensamble diocesana. Inoltre, per giovedi 24 novembre, alle ore 20,  è previsto un incontro con Mons. Antonio Parisi,  che relazionerà sul tema: “Musica e canto, strumenti di evangelizzazione da vivere con gioia e competenza”. L’incontro si terrà nella Sala Giovanni Paolo II presso la Curia vescovile.

 

Le celebrazioni per il 141° anniversario della nascita del ven. «Mons. Antonio Palladino» (1881-1926)

Sarà Sua Ecc. Mons. Felice di Molfetta, vescovo emerito della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, a concludere, con la celebrazione eucaristica che avrà inizio alle ore 19 nella chiesa parrocchiale di San Domenico il prossimo 10 novembre, il triduo di preghiera organizzato dall’Ufficio di Vice-Postulazione per la causa di beatificazione e canonizzazione del venerabile «Mons. Antonio Palladino» (1881-1926).

Nel 141° anniversario della nascita del presbitero che istituì la Congregazione delle Suore Domenicane del Santissimo Sacramento, quale concreta testimonianza della sua spiritualità eucaristica e del suo impegno sociale, la Chiesa locale si preparerà all’importante appuntamento nei giorni precedenti con l’adorazione eucaristica (8 novembre) che si svolgerà negli istituti delle religiose presenti ad Orta Nova e ad Ascoli Satriano (ore 18) e nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio da Padova (ore 19,30) a Cerignola, e con la santa messa (9 novembre) che mons. Carmine Ladogana, vicepostulatore, celebrerà nella chiesa della Pia Opera del Buon Consiglio (Cerignola) alle ore 18.

Nato il 10 novembre 1881, Antonio Palladino fu ordinato presbitero nel 1905. Testimone della devozione eucaristica – «Tutte le anime a me affidate, tutte le condurrò a Te, e la mia vita non sarà che un olocausto per Te» fu l’espressione concreta del suo zelo pastorale – e interprete del magistero sociale di papa Leone XIII – l’autore della lettera enciclica “Rerum novarum” – dal 1909 fu il primo parroco della chiesa di San Domenico dove, accanto alla preghiera, coltivò la carità nelle sue molteplici espressioni.

Promosse l’associazionismo ecclesiale e, tra le diverse iniziative messe in atto per tutelare le fasce più deboli della società, fondò la “Cassa Rurale” per arginare la già diffusa piaga dell’usura e la Pia Opera del Buon Consiglio, casa di accoglienza per fronteggiare l’articolato disagio sociale ed economico. La sua spiritualità confluì nell’istituzione della Congregazione delle Suore Domenicane del Santissimo Sacramento che – del Palladino – perpetua nell’oggi il carisma. Colto da male incurabile don Antonio morì il 15 maggio 1926. È «venerabile» dal 10 dicembre 2010.

Per “stare in piedi mentre tutto sembra andare a rotoli” – Circa la violenza di gruppo avvenuta a Cerignola

COMUNICATO STAMPA

Per “stare in piedi mentre tutto sembra andare a rotoli”

Di fronte a fatti di cronaca così gravi che vedono protagonisti dei giovani, quello che viene da pensare, istintivamente e quasi da rassegnati, è che il male domini la nostra esistenza, ma noi siamo chiamati a testimoniare la Speranza, a tenere accesa una luce. Adulti e giovani della nostra Cerignola non restano indifferenti difronte al male, con forza continuano a lavorare, a testimoniare che è possibile crescere in un contesto difficile se ci si sente amati perché chi ama educa, e per noi laici questo rimane un impegno costante nel tempo.

“Alzare lo sguardo da terra, verso l’alto, non per fuggire, ma per vincere la tentazione di rimanere stesi sui pavimenti delle nostre paure. […..] Il compito più arduo e affascinante che vi è consegnato è stare in piedi mentre tutto sembra andare a rotoli; essere sentinelle che sanno vedere la luce nelle visioni notturne; essere costruttori in mezzo alle macerie, ne sono tante in questo mondo di oggi, tante; essere capaci di sognare […..] questo fa chi sogna: non si lascia assorbire dalla notte ma accende una fiamma, una luce di speranza che annuncia il domani. Sognate, siate svegli, e guardate il futuro, con coraggio”: questa l’esortazione che papa Francesco rivolge ai giovani in occasione della 36a Giornata Mondiale della Gioventù.

La violenza, la sopraffazione, la corruzione, il malaffare e la solitudine non possono costituire l’essenza di una società sana, operosa e solidale. La brutalità dell’evento ci spinge a ribadire in maniera ferma e chiara il valore inestimabile e mai negoziabile della dignità umana, che niente e nessuno può  calpestare.

Questo episodio di estrema gravità ci interroga come adulti e come cristiani. Ci interpella, le persone coinvolte sono figli di ciascuno di noi. Non ci sono né vincitori né vinti in questi drammi, ma urgenza di cambiare, di rimetterci in dialogo, di sentirci tutti interpellati, non vogliamo vedere nei giovani il fallimento generazionale.

Crediamo convintamente che, anche in questa pagina buia della nostra comunità, i giovani possano essere sentinelle che sanno vedere la luce di speranza che annuncia l’alba di un giorno nuovo.

 

Liana Petruzzelli                                                                             Maria Rosaria Attini